IO NON PARLO CON BRUNO VESPA
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Querela?
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Vespa
Re: Bruno Vespa
ogni trasmissione televisiva è uno spettacolo "preparato" nei minimi dettagli e gli scontri d'opinione tra i protagonisti sono in realtà una finzione della realtà creata a uso e consumo dell'indice di gradimento.
Naturalmente, non è uno scherzo questa idea.
Gianluca Rosato
Il buon Vespa.
E' noto, però, come da Manzoni in poi, la nostra categoria sia andata identificandosi sempre più con il famigerato 'azzeccagarbugli', oggi, padre di tutti i mali giudiziari. Meno male, quindi, che il buon Vespa sia arrivato solo ora !
Se, anziché continuare a propalare banalità populiste, operasse con la dovuta serietà professionale, perfino lui comprenderebbe quanto lontana la nostra triste realtà giudiziaria sia dalle sue insulse opinioni personali e, soprattutto, quanto estraneo sia l'avvocato alle imbarazzanti inefficienze di un sistema, a dire poco, farraginoso e obsoleto.
Nell'incrollabile speranza che questa iniziativa apporti, comunque, qualcosa di buono, saluto e ringrazio i Colleghi che l'hanno promossa.
Avv. Edoardo Cristini.
personalmente, atteso che presumibilmente l'eventuale azione penale verrebbe fatta cadere in prescrizione, sono favorevole all'indicazione di quanti esigono che un avvocato informato magari anche di diritto costituzionale -escluderei ovviamente tutti coloro che hanno già istituito presso i propri studi istituti di mediazione..- venga invitato a una trasmissione di Vespa, subordinando la partecipazione alla libertà di espressione e al rifiuto di sottoscrivere (come pare sia prassi) clausole di qualsivoglia tipo che prevedano penali nell'ipotesi in cui si esprimano opinioni non gradite al conduttore e/o alla di lui moglie. specie visto che la moglie sarebbe una delle promotrici dell'incostituzionale iniziativa: la circostanza non mi era nota.
avv. patrizia berretta
Caso Vespa
E' UNA VERGOGNA!
E' una VERGOGNA! Si continua a scaricare sulla nostra categoria professionale l'inefficienza di un sistema corrotto e perennemente corruttibile!
Si nega al cittadino di conoscere la verità! Si fa una cattiva informazione, anzi, peggio, una disinformazione totale!
Nessuno racconta che la mediazione, quando non riesce (e cioè il più delle volte) comporta un ulteriore onere economico a carico del cittadino.
Nessuno racconta che le possibilità di comporre e conciliare le cause erano già previste dal nostro codice in sede giudiziale e che gli avvocati, in sede stragiudiziale preventiva, il più delle volte tentavano ( e tentano) comunque una conciliazione della lite, anche prima dell'introduzione della mediazione!
E soprattutto nessuno racconta che l'aumento incessante delle spese di accesso alla giustizia, ha vanificato il diritto di difesa del cittadino!
Non per farmi pubblicità, ma solo perchè spero possa servire ad una divulgazione della realtà che viviamo, segnalo questo mio articolo sull'argomento, pubblicato alcuni mesi fa
http://www.diritto-civile.it/utilita/la-nuova-riforma-del-processo-civile..-per-evitare-i-processi-civili.html
Avv. Claudia Blandamura
Ennesimo attacco all'Avvocatura
05.11.2012 - Avvocati. Una lobby: Ambiti d'interventi
Scritto da Avv. Giancarlo Lima
Vespa incolpa gli avvocati per la pronuncia sulla incostituzionalità della mediazione
"Ma possiamo andare avanti così, con le lobby? E gli avvocati...": questa è stata una delle frasi di Bruno Vespa emessa nel corso della trasmissione Porta a Porta a seguito della dichiarazione di incostituzionalità delle norme sulla mediazione da parte della Corte Costituzionale.
Innanzitutto, preme sottolineare un paio di aspetti totalmente tralasciati dal Sig. Vespa. Intanto tale questione, a ben vedere, riguardava solo marginalmente il mondo dell'avvocatura, in quanto, dati alla mano, da quando è stato introdotto l'istituto, solo il 14% delle mediazioni, in tutta Italia, sono andate a buon fine per cui non si potrebbe comunque affermare che sia stata una sentenza fortemente favorevole agli avvocati, poiché essi non risultavano in ogni caso particolarmente toccati dal nuovo istituto; semmai la soppressione andrà a favore dei cittadini che comunque, a prescindere dal buon esito o meno della mediazione, hanno e avrebbero sopportato un costo ulteriore – neanche contenuto –per vedere forse riconosciuti i propri diritti. In secondo luogo, l'istituto non è stato eliminato dall'ordinamento per qualche ragione sostanziale, bensì per il solito pasticcio commesso del Governo, che ha legiferato eccedendo i limiti fissati dal Parlamento, nella parte in cui ne disponeva l'obbligatorietà.
Ebbene, restando quasi senza parole per fornire qualsiasi commento ad una simile dichiarazione, totalmente priva di fondamento nella realtà, che invece sotto gli occhi di tutti si palesa in modo del tutto antitetico rispetto a quanto dichiarato da Vespa – e non sarebbe la prima volta –, tutta una serie di domande assalgono la mente. Nella storia della Costituzione quante volte la Corte Costituzionale o la Magistratura in generale hanno emesso dichiarazioni o sentenze in favore del mondo dell'avvocatura? Quale avvocato ha mai ricevuto un compenso (rectius onorario) sulla base della durata del processo piuttosto che per la natura del procedimento? Da quando in qua spetta agli avvocati e non ai giudici fissare le date delle udienze, in modo così da decidere di protrarre un procedimento per anni e anni? Non sapevo che oltretutto gli stessi avvocati procedessero ora a redigere le sentenze, cosa che avviene normalmente in quasi un anno dall'ultima udienza... Forse il Sig. Vespa non ha un diretto contatto con il mondo reale, considerato anche che la sua Signora, di professione magistrato, ha goduto per anni di esonero stipendiato dal lavoro (specifichiamo, stipendiato dagli italiani, in quanto lavoro pubblico) e ora è "per merito" divenuta membro dell'Autorità Garante della Privacy".
Già solo questi interrogativi sono assolutamente chiarificatori sulle assurde insinuazioni di Vespa (e non solo di costui...), che tacciano l'avvocatura di essere una casta intoccabile ed inattaccabile, quando per la verità è l'unica categoria professionale pressoché priva di una tutela sindacale organica e strutturata. Fortunatamente, tuttavia, sono i cittadini e non Vespa ad avere diretto contatto con l'avvocato, con le problematiche relative al suo lavoro, in quanto ostacolato dalla lunghezza dei tempi dell'organo giudicante, con i problemi relativi all'attuale momento storico, in cui sono gli avvocati ad aver visto ridotto il proprio compenso – peraltro liquidato nella pressoché totalità dei casi solo alla fine del giudizio, a fronte di un solo minimo fondo spese iniziale, per cui il Sig. Vespa dovrebbe spiegarci perché sarebbe l'avvocato a voler protrarre un giudizio oltre ogni ragionevole durata – e non i Magistrati o altri membri dell'apparato giudiziario. Però gli avvocati sono una lobby protetta... ma una lobby senza neanche un circolo sportivo!!!
un commento...
Sempre peggio!!!
Da poco più di un lustro assisto a continui attacchi alla categoria forense ed ai diritti dei cittadini, perpetrati sotto il vessillo di svariate, pretese e sedicenti riforme della Giustizia, che non riformano alcunchè, e spesso peggiorano quello che già funziona male.
L'ultima boiata (e quando dico l'ultima ho paura che sia già la penultima) è proprio: "la mediazione obbligatoria", fallita già prima del parto.
Infatti mi chiedo per quale ragione due litiganti, che non sono riusciti ad accordarsi gratuitamente (ogni contenzioso è sempre preduto da missive e trattative bonarie, almeno di norma), dovrebbero poi accordarsi (durante la mediazione obbligatoria) pagando (a volte anche cifre esose)?
Peraltro l'esperienza della conciliazione obbligatoria ha anche un precedente nel nostro diritto del lavoro (e quella era gratuita), che non mi sembra sia servita a diminuire i contenziosi.
Inoltre scientemente non si diffondono le cifre (da capogiro) delle mediazioni andate a buon fine in questo periodo (un anno e mezzo) di vigenza delle norme sulla mediazione (credo che la percentuale del 15% che si sente da qualche parte sia del tutto inattendibile e stratosfericamente gonfiata).
La verità è che si è cercato di negare l'accesso alla Giustizia per i piccoli contenziosi, rendendolo economicamente sconveniente...... devi pagare per attivare la mediazione, devi pagare per ritirare il verbale di mancata conciliazione, poi devi pagare (il contributo unificato) per cominciare la causa......argomenti che potrebbero convincere più di qualcuno a lasciar perdere, considerando anche che spesso in Italia le sentenze civili servono solo per fare quadretti (e non certo per colpa degli avvocati).
Ad maiora!!!
Avv. Gianni Gemma
Sono d'accordo sulla necessità di un maggior rispetto per la ns. categoria e soprattutto per il ns. lavoro che diventa ogni giorno più difficile proprio per le carenze strutturali e la mancanza di fondi di cui soffre la giustizia italiana. Sarebbe opportuno che Vespa ripettesse tali dichiarazioni dinanzi a persone che possono rispondere e confutare le affermazioni fatte con faciloneria o forse con un interesse sotteso (organismo di mediazione che risentirà della sentenza?)
Ma cosa si aspetta?
Sitauzioni come quella sono all'ordine del giorno e non si comprende quale effetto possano avere queste falsità vendute come verità sulla pubblica opinione.
E' di manzoniana memoria il passaggio che certamente i Colleghi ricorderanno: Capitolo I Promessi Sposi..
"L'uomo che vuole offendere, o che teme, ogni momento, d'essere offeso, cerca naturalmente alleati e compagni. Quindi era, in que' tempi, portata al massimo punto la tendenza degl'individui a tenersi collegati in classi, a formarne delle nuove, e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva. Il clero vegliava a sostenere e ad estendere le sue immunità, la nobiltà i suoi privilegi, il militare le sue esenzioni. I mercanti, gli artigiani erano arrolati in maestranze e in confraternite, i giurisperiti formavano una lega, i medici stessi una corporazione. Ognuna di queste piccole oligarchie aveva una sua forza speciale e propria; in ognuna l'individuo trovava il vantaggio d'impiegar per sé, a proporzione della sua autorità e della sua destrezza, le forze riunite di molti.I più onesti si valevan di questo vantaggio a difesa soltanto; gli astuti e i facinorosi ne approfittavano, per condurre a termine ribalderie, alle quali i loro mezzi personali non sarebber bastati, e per assicurarsene l'impunità. Le forze però di queste varie leghe eran molto disuguali; e, nelle campagne principalmente, il nobile dovizioso e violento, con intorno uno stuolo di bravi, e una popolazione di contadini avvezzi, per tradizione famigliare, e interessati o forzati a riguardarsi quasi come sudditi e soldati del padrone, esercitava un potere, a cui difficilmente nessun'altra frazione di lega avrebbe ivi potuto resistere".
Nel 1800 esistevano già i potenti ed i servi dei potenti, nessuno osava ergersi contro i forti ma manifestava la massima fermezza contro i deboli ... avvilente pensare che ad oggi poco o nulla è cambiato è l'impunità, sostanziale, di chi ruba denaro pubblico e dignità alla gente è un fatto.
Le meritevoli rappresentanze della nostra categoria non possono stare a guardare e dovrebbero coltivare ogni seria inizitiva volta ad evitare il discredito che viene gettato sulla nostra professione.
Fino a quando questo non sarà fatto, per timore, interesse, inerzia o menefreghismo .... meritiamo purtropp di vivere in un paese allo sfascio come il nostro.
Avv. Marco Lambiase
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